Pubblicato da
Luca Castronuovo
in data
Ti ritrovi sdraiato sul divano, lo stesso divano color antracite che hai comprato qualche mese prima, e che solo ora ti sembra troppo scomodo e troppo comodo allo stesso tempo. Fissi il soffitto bianco, notando tutte le mille imperfezioni dell’intonaco e delle stuccature che hai fatto nel corso degli anni per coprire i vari difetti, come se guardassi un cielo incolore pieno di milioni di stelle spente. Ti volti a guardare una televisione accesa ormai da troppe ore, nella quale le immagini fanno solo da contorno al tuo riflesso. Il volume è disattivato perchè qualsiasi suono artificiale ti infastidisce, penetrando il cervello e rimbalzando nella scatola cranica, come un eco in una grotta sotterranea. Pensi e ripensi. La tua mente viaggia così veloce che non riesci a capire se il pensiero precedente fosse concluso o solo accantonato, insieme a tutti gli altri, che ormai hai dimenticato. Guardi il telefono, sperando di trovarci un messaggio che non c’è, ma che sai arriverà. Ripensi ...
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