L'ansia dei 15 minuti

Questo racconto durerà poco, lo giuro. Meno di 7 minuti, cronometro alla mano.

Il problema è che per renderlo conciso devo andare subito al dunque, non posso girare intorno al nocciolo della questione -come sto facendo esattamente in questo momento, per intenderci-, non posso cercare di creare suspense ed incuriosire il lettore.
Quindi ecco qual è il punto -certo che narrare così, senza un minimo di preliminari è proprio poco romantico, ma contenti voi- : abbiamo perso la capacità di mantenere il nostro interesse attivo per più di 15 minuti (forse addirittura molto meno).

Il primo ad intuire questa tendenza fu Twitter, con i suoi famigerati 140 caratteri massimi (considerate che prima di questa parentesi eravamo già a circa 660 digit…).
Come si può ben capire io con i 140 caratteri imposti dal social dei cinguettatori seriali non sarei nemmeno in grado di comporre un sonetto e, invece, solo il 9% di tutti i tweet del MONDO hanno raggiunto la soglia massima!
Quando è poi stata spostata a 240 caratteri solo l’1% è arrivato alla fine.
Le cose sono due: o non abbiamo più niente da dire - cosa che ci sta, non mi sembra così inverosimile - o non andiamo oltre al titolo degli articoli, abbiamo perso la capacità di approfondimento e di raccontare le cose.

Mi sono reso conto che anche i miei racconti sono anacronistici (nel senso dispregiativo del termine).
Sono troppo lunghi! Ma chi se la legge ormai roba così lunga? Anche quando andiamo in bagno guardiamo Facebook o Instagram, mica leggiamo più il giornale come facevano i nostri padri…
Le persone leggono solo per aforismi o per meme! Si scorre il sito delle testate giornalistiche solo per leggere i titoli, non gli articoli, non c’è più la curiosità e la pazienza di approfondire, non ci interessa la storia, ma solo sapere in modo conciso qual è l'argomento (e in più ci consideriamo persone che si informano in merito a quello che accade nel mondo, se non è un ossimoro questo, non so cosa lo sia!).
Siamo attratti dal titolone ad effetto, la frase da ripostare, il meme da ricondividere, non da un articolo palloso che porta via tempo prezioso… Apro il sito del Corriere della Sera tutte le mattine, e forse l’ultimo articolo che ho letto per intero è stato 8 mesi fa.

Chi ha davvero spaccato la concezione del “tutto e subito” è stato Amazon!
L’altro giorno ho fatto un acquisto e mi è uscito: “Se ordini entro 2 ore la consegna verrà effettuata oggi!”
Minchia ma che ansia! Ma se io volessi ripensarci e cancellare l’ordine? Ma cos’è tutta sta fretta? Se fosse stato così urgente sarei andato a comprarmelo direttamente in negozio! Invece no, voglio tutto, subito e non ho nemmeno la pazienza di dover cercare tra gli scaffali. Mi spazientisco.

Il colpo di grazia definitivo è stato sferrato da Tik Tok.
Video da 15 secondi. 15 SECONDI!
Io in 15 secondi non sono in grado nemmeno di fare un audio di buongiorno, e Tik Tok ha imposto addirittura un video fatto e finito!
Ecco il momento esatto in cui si è capito che tutta la nostra concentrazione si è ridotta all’osso.
E così, diventando il fenomeno del momento, a catena, lo hanno seguito tutti.

Persino Whatsapp si è dovuto adeguare… i miei audio ti annoiano e non riesci a concentrarti? Tranquillo li puoi velocizzare fino al doppio della velocità naturale.
Ma, scusate la domanda, che fretta avete? Cos’è che avete da fare?
Davvero in 24 ore non avete il tempo di dedicare 1 minuto a un audio di una persona, mentre sicuramente state facendo anche altro?! Certo che lo avete, ma ci sta venendo inculcato nella mente che sia tutto troppo lento, che tutto debba essere velocizzato il più possibile, che la nostra concentrazione non possa reggere così a lungo… ma perché?
Cosa avete di così urgente da non concentrarvi su un banalissimo audio di un vostro amico/conoscente/familiare?
 
E così, a ruota, tutti si sono dovuti adattare.
Gli stessi Youtuber sanno che il tempo massimo per un video non deve superare i 15 minuti.
Pensateci bene. Se trovate 2 video che parlano della stessa cosa, ma uno dura 12 minuti, e l’altro 35 minuti, voi sceglierete sicuramente il primo!
E poi ne guarderete un altro paio, perché tanto il tempo di cazzeggiare lo avevate, non è che vi manca.
Ma pensare di guardare un video da 40 minuti mette l’ansia, mentre guardarne tre da 15 no!
Persino l’Eurovision ha inserito nel suo regolamento che la lunghezza massima delle esibizioni debba essere di 3 minuti, non si può sforare. Vi immaginate Purple Rain o Stairway to Heaven tagliate a 3 minuti?! Non bastano nemmeno per l’intro…
 
Anche il cinema, ahimè, ha seguito le stesse orme.
Hanno iniziato a puntare tutti sulle serie tv.
Netflix è esploso! Ci ritroviamo la sera a guardare 2/3 episodi di una serie da 40 minuti, ma non un film da 2 ore, per noi concettualmente troppo lungo.
L’altro giorno ho persino visto che proprio Netflix ha creato la sezione “Film che durano 90 minuti” e “Serie da guardare tutte d’un fiato”.
Non si ragiona più sulla qualità del prodotto, ma sulla sua velocità.
Anch’io sono caduto in questo vortice, ho un sacco di film salvati da guardare e ogni volta mi dico: “No, che sbatti, non ho voglia di guardare un film di 2 ore, guardo una serie…” si, ma poi guardo tre episodi e alla fine ho passato quasi 3 ore davanti alla tv, mentre il film rimane lì, a prender polvere, aspettando “una domenica in cui piove di sicuro lo guardo”. Chissà perché dobbiamo aspettare che piova un week end intero per pensare di poter guardare un film… bah.
 
Tutta questa cosa ci si sta rivoltando contro.
 
Non so voi, ma quest’ansia dei 15 minuti mi sta mettendo l’ansia!!!

Rallentiamo un po’, impariamo a goderci i momenti... non c’è nessuna fretta!
Non preoccupatevi, l'articolo è finito... lo so che stavate già controllando l'orologio... 
             
 


 

Commenti